Strillone Imperiale

Le monete


Ogni avventuriero, contadino, mercante o re sa quanto vale il denaro.
Più o meno quanto la vita e la morte.

In tutta Doramarth il sistema monetario è pressocchè identico. Possono cambiare forma o nome ma in pratica le 4 valute hanno lo stesso valore ovunque.
La più importante è il Reso, poi viene il Dero, il Grezzo e infine gli Spiccioli.
10 spiccioli valgono 1 Grezzo;
10 Grezzi valgono 1 Dero;
10 Deri valgono 1 Reso.

Ovviamente non tutte le comunità utilizzano le monete.
Molte tribù delle Pianure Nomadi praticano ancora il baratto e vedono male coloro che danno del metallo (termine dispreggiativo per le monete) per del cibo.
In molti villaggi di tutta Doramarth rimane il baratto l'unica forma di sostentamento effettivo.
I più poveri spesso scambiano le loro vettovaglie, animali, e figli (per non parlare delle mogli) per cibo, bevande o un tetto sotto cui stare.
Nessun regno sino adesso ha mai vietato il baratto anche perchè non è direttamente controllabile per quanto poi siano abilissimi a richiedere i soldi per le tasse.

Nelle Terre del sole, quelle ad est dell’Impero, il Grezzo ha la  forma  di una classica monetina più o meno rotonda ma il metallo con cui viene forgiata è di bronzo. In questa regione del mondo il bronzo è facilmente producibile e costa pochissimo.
Lo Spicciolo è una moneta di stagno ed è la moneta più facile da trovare in giro.

Nella Terra della Luna per molti secoli la valuta era diversa ma dopo la Grande Guerra anche questi regni si sono omologati.
Le monete forgiate venivano chiamate filde, nome arcaico della loro valuta, e si dividevano in filde d’oro, d’argento e di ottone.  Oggi è ancora possibile trovare indicato una taglia in "Filde d'oro" per indicare i Resi.

Nell'Impero il sistema monetario è pesantemente controllato.
Ogni moneta porta con se la sigla del conio che l'ha prodotte proprio per contrastare i falsari.
Il loro sistema si basava sulle corone ma anche loro dovettero abbandonare questa valuta.
Per quanto riguarda i nani, invece, loro avevano coniato una moneta: il duner. Questa moneta era di pietra e valeva moltissimo.A seguire c'era il duner di ferro, di sabbia, e di polvere. Molti dicono che esistesse  anche il duner di lava e che fosse la moneta di scambio tra i nobili delle Ere passate.

Ancora oggi però la forma delle monete imperiali è rimasta immutata.
Su ogni moneta vi è da un lato il simbolo del culto di Conla e dall'altro il viso della moglie di Conla. La loro forma è ottagonale per quanto per diversi decenni sia stata di forma esagonale ma pare che  i fabbri abbiano cambiato lo stampo perchè più facile da gestire.

Nell'editto de "L'aulica conversione monetaria di tutte le terre" si lascia la libertà di poter decorare solo un lato della moneta mentre sull'altro è doveroso indicare il valore e l'anno in cui viene coniata.
Ad esempio, nella Provincia di Nulb, il Reso porta incisa lo stemma di Nulb, mentre il Dero del Golar Mag porta impresso il simbolo di una lancia, nel Daerfaels il Grezzo porta il viso del regnante attuale mentre nelle Terre del Sole lo spicciolo porta con se una barca con le vele issate.

Con tutte queste differenze il collezionismo è diventato uso comune tra i più facoltosi. Uno spicciolo imperiale degli inizi della V Era può valere una fortuna.
Tra i collezionisti però una valuta ormai morta è inestimabile.
Questa valuta è il mulson, una moneta usata dai Gonodar, uno dei regni antichi scomparsi nelle prime Ere.
Quella di maggior valore era il mulson a foglia di edera e anche il colore era proprio quello. Poi veniva il mulson del petalo e infine quello della corteccia.
Ad oggi esiste soltanto un libro che ne parla ma non sono mai stati trovati degli esemplari.



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