settembre 29, 2013

le sette religioni di Doramarth

Questo post raccoglie e sistema tutti gli articoli riguardanti la religione in Doramarth.
In questo post introdurrò tutti e sette i culti senza entrare nello specifico ma spiegando i loro dettami e qualche cosa sui loro riti. Per ogni Culto verranno poi riscritti alcuni post.


Tutti o quasi credono negli dei di Doramarth.
Che tu sia un marinaio, un prode eroe, un mendicante o un maledetto scagnozzo figlio del peggiore dei mali, sarai sempre un credente nel bene o nel male.
Spesso i fedeli adorano più dei in quanto nessuno esclude la presenza delle altre divinità.
Questo non vuol dire che fra i vari credi corra buon sangue, tuttaltro.
Loki non è mai visto come un buon dio per quanto nel suo credo esistano giuste e obiettive ideologie, così come Maeve è vista come una dea lontana e assente.
Nonostante ciò le genti di Doramarth cercano il loro appoggio per una buona pesca, un buon raccolto, un felice anno, una proficua caccia e così via. Il fedele quindi crede in tutti per quanto, come dicevo, è pericoloso poter chiedere aiuto e invocare un dio rispetto che un altro.
Alcune società credono solo in un dio come accade nelle società naniche (credono solo in Laeg) così come gli imperiali adorano solo Conla.

Per i chierici e i praticanti di un culto, il discorso cambia in quanto son individui che decidono di abbracciare un solo credo.
Spesso portano servizi al proprio villaggio o aiutano in situazioni di emergenza; altre volte sono come delle sette: chiuse, pericolose e violente.
Sovente capita di poter trovare più organizzazioni dello stesso culto ma con ideologie diverse. Questo perchè non sono gli dei a dettare i dogmi ma i loro fedeli a interpretare ciò che gli è stato tramandato.

ADON
Il suo culto è uno dei più antichi e diffusi in quanto le prime comunità adoravano il sole e la luce. Egli è conosciuto come Verità e Luce o anche Sorgente.
I suoi precetti conosciuti anche come Licei sono radicati in tutta Doramarth e spesso le cattedrali, o Fari, più antiche riportano scritture scolpite risalenti alla III Era.

Definito il Protettore, Dio Sole e Liuthian. Egli è colui che diede il giorno e di conseguenza la notte.
I suoi dettami o Licei si basano sull’idea che tutto deve essere conosciuto. Che la luce e quindi la conoscenza sia alla base dell’ordine e che senza di questa il mondo non sarebbe vivibile. Gli adepti hanno l'obbligo di tramandare le conoscenze e di raccogliere i volumi persi sia riguardanti altre religioni che tutto ciò che riguardi Doramarth.
- Come la luce si propaga negli anfratti più oscuri così diffondi il mio verbo.- La luce può abbagliare, rifletti e cogita prima di dispensare consigli.
- Così come la luce esiste per motivi concreti, così tu devi essere concreto e rigoroso nelle tue scelte.
- La luce è nulla senza l'oblio, come i giusti esistono perchè vi sono i vili.
- La verità è ciò che regge questo mondo. Questa è però celata ai più da un velo d'ombra, non essere timoroso ma cercala.
- La luce è vita, proteggila.

Rituali
Le sorelle celebrano Adon nel giorno del Luminoso all’inizio di Awst con banchetti e feste intorno ai suoi altari con balli e danze e adunanze all’alba.
Per i riti funerari nelle prime Ere si usava lasciare il corpo al sole, chiuso in una teca di vetro ma nei secoli questo rito è stato sostituito con l’esposizione del defunto che viene lavato e cinto in un sudario e sorvegliato tutta la notte affinché la sua anima non si disperdi fin alla sepoltura che avviene all’alba. Ogni famiglia ha nel camino un piccolo scomparto in cui pone della pietra pomice e ogni anno viene cambiata come segno di buon augurio.
Questo culto è anche uno dei pochi che celebra oltre che alla morte anche la nascita di qualcuno. Ad ogni nascita vengono portate delle candele da tutti i parenti e amici della famiglia che vengono poste intorno al nascituro e rimangono accese finchè non si consumano in segno di protezione.

FREIR - BRENIR
Freir fu colui che creò il primo globo magico o Paracelso - sorgente del vento magico e quindi anche colui che iniziò la creazione di Doramarth.
Il suo culto è molto particolare perchè si divide in due filosofie molto nette. Da un lato coloro che sono più severi e duri, dall'altro coloro che credono nella forza delle parole.
Questa contrapposizione di pensiero ha portato a cambiare il nome del dio da Freir, l'uomo e paragonato al fuoco e a Brenir, la donna alla fiamma.

Freir è conosciuto anche come: Il Distruttore, La Rinascita, Brenir.
I suoi valori sono: Temerarietà, Purificazione, Ira, Serenità, Speranza, Distruzione, Severità, Castigo.
- Incenerisci il tuo nemico senza pietà alcuna
- Risparmia coloro i quali il capo è già ricoperto dalla cenere.
- Coloro che sbagliano e che spengono la fiamma dell'uomo vanno purgati.
- Porta il tuo credo con onore agli esseri non ancora toccati dalla sacra fiamma
- Il fuoco è forza e vita
- La fedeltà nel fuoco incenerisce la paura.
Rituali
Festeggiato il giorno di Cambiamento in cui molti paesi creano enormi pire e organizzano duelli e tornei. Durante l’anno viene anche celebrato con l'inizio dell’inverno - in genere con la prima nevicata - con piccole fiaccolate in giro per il paese in maniera tale che Brenir non faccia venire un inverno troppo freddo.
Le donne che  servono questo culto sanno a cosa vanno incontro e lo accettano di buon grado. Tutti i fedeli sanno che è un culto che spesso richiede molti sacrifici, che spesso punisce in maniera molto violenta.
I matrimoni in genere si celebrano con il battere un martello un ferro rovente e piegarlo in due alternando i colpi tra marito e moglie fino a che non diventa un grande anello di metallo, simbolo della forza e dell'impegno che il matrimonio impone.
Comunemente sono fedeli di Brenir boscaioli, carbonari, fabbri, orafi e di tutti quei lavoratori che hanno a che fare con il fuoco.

Curiosità
Per tutti i credenti, la testa è la sede dell’anima, perché centro delle emozioni e della volontà.
Quando qualcuno muore, viene lui posto sulla fronte un piccolo amuleto a forma di scudo affinché Brenir possa guidarlo nell’oltretomba. I defunti vengono arsi su pire di legno coperti dal mantello che hanno posseduto in vita e a qualche oggetto di loro importanza.
In battaglia, alcuni dei fedeli più convinti appendono alla cintura le teste mozzate dei loro avversari per far notare il loro bottino di guerra. Alcune delle teste più importanti vengono anche imbalsamate con olio di cedro, chiusi in scrigni ed esposti prima di una guerra.
Si narra che alcune guerre siano cessate proprio grazie a questa usanza tra le tribù del Golar Mag.

LAEG
Laeg viene chiamato anche come: Il Creatore o L'Araldo.
Egli celebra valori come: Fermezza, Onore, Testardaggine, Vigore, Forza.
 -La terra è nascita e vita , il creato viene da essa.
- Il futuro è pericoloso rimani fedele alle tradizioni.
- Ricorda con onore il passato del Clan.
- Il passato è ciò che siamo.
- Non tentennare dinanzi al peccato, egli è voluttuoso e mutevole mentre la tua forza rimane impassibile.


Rituali
I Tarnat portano con loro sempre un martello e indossano guanti di cuoio con marchiate a fuoco alcune frasi di Laeg. I templi di Laeg crescono ovunque anche se fuori dalle società naniche più che di un vero e proprio culto si parla di riti. Egli viene onorato dai contadini il giorno di Raccolta con pellegrinaggi ai suoi santuari. I nani lo festeggiano con banchetti lussuosi e cerimonie all’interno delle loro rocche.
I santuari di Laeg fuori dalle comunità naniche è facile trovarli tra i campi dei contadini, su sentieri impervi e vicino le locande lungo le strade maestre. I contadini più poveri lo raffigurano con pile di sassi ricoperti in cima da terra a raffigurare la possibilità di poter creare anche nel terreno più duro.
Rito di sepoltura
Ogni nano viene posto in una tomba di marmo.Alla sua morte viene costruita una tomba su cui viene inciso solo l’emblema del clan poiché non è importante chi muore ma chi ne ha sofferto. Ogni clan ha le sue catacombe ma ogni nano può entrare a onorare i defunti. Nella tomba si ripone anche un medaglione di Laeg e lo scudo con cui è stato considerato adulto. Da questa usanza sono nate le catacombe, enormi cunicoli fiancheggiati dalle tombe dei nani. Ogni catacomba ha solo due entrate perennemente sorvegliate.
Fuori dai regni nanici molti sotterrano il corpo oppure creano delle cripte.

CONLA
Tra tutte e sette i credi presenti in Doramarth quello di Conla è sicuramente quello più diffuso grazie all'espansione imperiale nel corso delle Ere.
Questo culto ha letteralmente creato la società imperiale e questo regno vive secondo i dettami di Conla.
Ma chi è Conla?
Rispetto agli altri Dei, Conla ha vissuto fisicamente su Doramarth. Egli non ha creato nulla in quanto secondo i teologi egli è l'incarnazione di tutti e 6 i venti di magia (quelli che crearono Doramarth). Egli non è altro che il settimo vento: l'universale, l'unione fisica di tutti i venti.
Se questo punto è molto discusso tra gli intellettuali, per i credenti quel che importa è seguire quel che predica:
- L'uomo è il centro del mondo; egli è la chiave di volta, egli è la speranza.
- Ogni uomo e donna sono parte del mondo stesso.
- Colui che cerca la verità non la teme.
- La virtù di un eroe è nel suo seme. Un figlio sarà sempre all'altezza del padre.
- L'Uomo è colui che non teme la sua superiorità dinanzi alle aberrazioni.
- Vivi come colui che sarà ricordato non come chi sarà dimenticato.

I dettami di Conla si sono sviluppati nel corso della sua vita con il nome di Bolla.
Ogni Bolla, ce ne sono diverse centinaia, indica in maniera più o meno esplicativa cosa fa un imperiale, quali sono le scelte giuste e quali sono le tentazioni che un imperiale rischia di conoscere.

Rituali
 Sepoltura: Nell'Impero i credenti si fanno in genere cremare e le ampolle vengono poste sugli altari delle chiese. Questa cerimonia è in uso sin dagli albori del credo in quanto si narra che l'ampolla di Conla è esposta nella cattedrale di Balza.
Altra usanza, nata durante la IV Era è quella di costruire piccole cappelle in cui riporre i propri cari.

La Santa Donna: questo credo nasce parallelamente a quello di Conla ma non viene considerato blasfemo in quanto si celebra la moglie di Conla il cui nome non è mai stato noto. La sua figura viene paragonata al coraggio e al valore avendo partorito i 5 gemelli e viene perciò scolpita come buon auspicio su culle e armature.

Legge
Una raffigurazione della Santa Donna con Conla morente.
Le leggi che la chiesa imperiale ha indetto sono moltissime. Nei secoli i Papi hanno sistemato, modificato, aggiunto e corretto diverse Bolle e soltanto i migliori Magistrum conoscono alla perfezione le Bolle papali. Per questo motivo il sistema è sempre molto caotico e spesso nascono nuove leggi ad hoc per questo o quel caso rendendo tutto ancor più confusionario.
In ogni caso sono due le Leggi che tutti quanti, anche al di fuori dei confini imperiali, conoscono:

Homo Sacer:  è uno dei reati più comuni, e paradossalmente più comuni, nell'Impero. La dicitura vuol dire "colui in attesa di giudizio" e ci si macchia di questo reato quando si fanno atti contro il culto.
 La decima Bolla: è la bolla che afferma che tutte le razze non umane vanno eliminate e cacciate dai territori sacri all'Impero. Per questa Bolla ci furono retate, inquisizioni e guerre civili per trovare e cacciare i non umani:
"Chi aiuta, nascode o sfama un appartenente alle razze inferiori è considerato un Homo Sacer". 

DAENA
Il suo dominio risiede nell'acqua, nei mari, nei laghi, nei fiumi, negli eterni ghiacciai, nella neve, la nebbia e la pioggia e nei fluidi naturali.
Daena è una dea molto particolare che viene celebrata sopratutto dai villaggi costieri e dai navigatori. Molti pescatori incidono sulla fiancata della barca qualche piccola preghiera in nome della Dea sperando che il mare non li aggredisca mai. I villaggi costieri erigono statue di legno arrivato dal mare con il ritratto di Daena. Molti chiaroveggenti sono ex Adepti o Inclusi di Daena e tramite specchi d'acqua cristallina vedono il futuro
 Daena è conosciuta come la Veggente, la Cullatrice, la Vendicativa e la Placida.
I suoi dettami sono:
- L'acqua è vita e la vita tornerà all'acqua;
- La tua vita è come un fiume che scorre tra rocce e imprevisti;
- Tu sei l'onda portatrice di vita ma anche la tempesta annunciatrice di catastrofe;
- La verità risiede in ciò che ti circonda, come il mare che circonda il mondo;
- Come l'acqua è inarrestabile così la tua determinazione deve essere implacabile;

Rituali
Giuramento ordalico
Quando un Adepto supera i primi quattro anni di studio deve recitare il Giuramento ordalico.
"Che diventi cieco se sono colpevole" in riferimento alla prova dell'Alta Marea.
Alta Marea
Questa prova si affronta quando un Incluso termina il suo ciclo di studi.
Questa prova consiste nel calarsi in una fonte d'acqua, legati a testa in giù e resistere all'innalzamento della marea per tutta la notte. Al termine chi non avrà superato la prova sarà cacciato dal monastero mentre gli altri potranno proseguire come sacerdoti di Daena.
L'imbevitura
Questo rito è molto semplice e viene celebrato dai tanti guerrieri che sono devoti a questa dea. Prima di un duello o di un combattimento il guerriero lava la propria arma con acqua (a volte anche vino) recitando le parole "Che diventi cieco se sono colpevole".
Un rito simile sembra essere celebrato anche dai barbari delle Pianure Nomadi che invece intingono le loro armi nel sangue delle loro vittime con la credenza che il sangue rendi più forti e più giuste le proprie armi.
Rito Funebre
Quando qualcuno muore Daena richiede che il corpo ritorni al suo elemento, all’acqua, in maniera da poter rinascere come nuova vita. Il defunto viene posto su un’imbarcazione insieme a qualche oggetto a lui caro e lasciata andare ai flussi del mare o del fiume.
Altrimenti se in vicinanza di una cascata o un lago legano il morto a dei pesi e lo lasciano sotto il peso della cascata.
Rito Dell’Inclusione 
Viene celebrato il giorno del Fertile con processioni sul mare sino ad arrivare nei pressi del monastero e fare dono di quel che si ha a Daena. In cambio la Marna offre la benedizione ai fedeli e dichiara chi saranno i nuovi Adepti e i nuovi Inclusi.
Rito del buon Raccolto
Viene celebrato il giorno del Fertile, nell’entroterra. Diversi contadini lo celebrano con una pentola d’acqua e un chicco di riso o grano sperando che Daena faccia cadere abbastanza acqua per un buon raccolto.

 MAEVE Maeve è la dea del firmamento, dell'aria e del vento. Dal suo intento sono nati gli elfi e lei promise loro la terra promessa. Erindol fu la prima guida e lì porto alla Foresta degli Albori.
Le foglie di pasta che vengono offerte durante le cerimonie.
Quello di Maeve non è mai stato un culto fanatico o pericoloso in quanto tutto si basa sulla ricerca della promessa di un luogo migliore e sulla concezione di un mondo in cui gli spiriti aiutino i credenti. I sacerdoti sono persone dal temperamento strano. Così come il vento è calmo e burrascoso così molti di loro hanno un carattere suscettibile e lunatico. Solo i più credenti sanno come gestire questo temperamento e soltanto grazie allo studio dei dettami di Maeve.
I suoi precetti vengono tramandati da discepolo a discepolo sin dal primo giorno e alcuni tra i più credenti si sono rintanati tra antiche colline o in cima alle torri per studiare il firmamento.
- Da quando il mondo è nato il suono si è espanso nelle Ere. Ascolta il mondo, e troverai la guida.
- Colui che non ascolta è cieco, sordo e il suo verbo è privo di potere. Ignoralo.
- Maeve promise la terra che ci accoglierà, abbi fede e un giorno la raggiungerai.
- Il sacrificio permise agli elfi di prosperare. Non risparmiarti.
- Il vento è mutevole, forte e placido, calmo e terribile.
- Maeve veglia su di noi, tra le stelle e le nuvole, tra le bufere e le pioggie. Non temere l'ignoto e ciò che non comprendi ma studialo e apprendilo.
- Come il vento è messaggero egli è anche distruttore. Non farti accecare dal potere ma impara a conoscerlo e ad usarlo.
- Lo spirito è sempre con te, ascoltalo ed egli ti indicherà la via.
Rituali
Rito di sepoltura: Quando qualche fedele muore è uso cremarlo e spargere le sue ceneri al vento cosicché egli possa tornare spirito. Sovente capita di poter vedere sui tetti piccoli lenzuoli che volteggiano al vento. Questo indica che in quella casa si richiede l’aiuto di Maeve.
Ogni giorno della Trasformazione viene celebrata dagli elfi e ad ogni fine mese della primavera molti pellegrini viaggiano per celebrarla. I suoi santuari si trovano più facilmente sulle montagne e colline che sulla pianura.
Il Rito della Trasformazione: .Le leggende vogliono che il mondo nasca e muoia ogni anno e la trasformazione sta in questo, la primavera è l'attimo della rinascita venerato e festeggiato dagli elfi. La maggior parte degl'elfi festeggia nei boschi questa festivita e molti altri pellegrini giungono nei luoghi di culto dalle città o dalle Montagne. Sebbene ogni razza abbia il suo modo di festeggiare la "Trasformazione" si dice che la festa indetta dagl'elfi sia quella più strabiliante. Canti, Danze opere di intrattenimento tornei e giochi di ogni genere animano la foresta per l'intera settimana di Fine mese. Altresì si tengono lezioni su matematica e astronomia, materie amate da Maeve. E' da notare come in questa settimana gli elfi siano meno schivi nei confronti degli umani e dei nani e delle altre razze in genere.
Tutti sono invitati a partecipare anche credenti di altri culti, poichè la conoscenza deve essere libera e tutti hanno il diritto di apprendere.

LOKI

Loki messaggera di morte.
Tra i sette culti esistenti in Doramarth solo uno è temuto, demonizzato e perseguitato: il culto di Loki.
Loki è il dio della corruzione, del cambiamento, della trasformazione, dell'idea stessa di sovvertire lo stato attuale di un momento.
Egli creò la pioggia in maniera tale che l'acqua potesse cadere dall'alto e non vivere solo sulla terra. Egli creò i goblin dall'ombra della goccia di Laeg che diede vita ai nani. Egli creò il tempo a finché ogni creatura, soprattutto gli elfi, avessero una fine della loro vita.
Loki ha sempre invidiato il grande operato dei suoi fratelli e nell'invidia creò il tempo e forse questo fu la più grande opera in tutto il creato ma lui non se ne è mai accorto.
Il culto di Loki è un culto spesso pericoloso in quanto sicari e assassini provengono da questo credo che molti, spesso semplificandolo eccessivamente, riassumono tutta la sua filosofia nel "morte è contrario di vita, quindi uccido in nome di Loki". Questo culto in realtà è molto più profondo di quel che si crede. La Necromanzia è nata proprio dalla filosofia lokiana spingendosi a formulare l'idea che il contrario di vita è la nonmorte.
Loki infatti non è semplicemente il far sì che qualcosa cambi ma è proprio l'atto del cambiare. Molti teocrati e filosofi dicono che Loki risiede nel dubbio, nel momento stesso in cui la mente vacilla. Egli è la tentazione, l'orizzonte appena oltre la mano, l'angolo più buio della ragione umana.
I suoi precetti vengono celebrati in tutti i raduni dei fedeli all'inizio di ogni cerimonia:
- La verità è oltre lo stato delle cose.
- Il cambiamento è ciò che porterà ad una nuova esistenza.
- Non temere il dubbio, accettalo, rinforzalo, instillalo nei tuoi simili.
- La morte è vita e la vita è morte.
- Ciò che è liquido è anche solido.
- L'oscurità è parte della luce.
- Ciò che emana calore può anche essere freddo.
Rituali
Non esistono tante cerimonie documentate del culto di Loki e quel poco che si sa fu estorto con le torture durante le Ere o con il raccoglimento di documenti e processi.
Ilk Olarak Dogan (il Tramando dell'Uno): Un Asal Sayi  può decidere di affidare il primo libro di Loki ad un Accolito meritevole di aver servito il culto di Loki. Per poter ottenere il primo libro l'Accolito deve sottomettersi alla prova del Tramando dell'Uno.
La prova si suddivide in varie parti che corrispondono alla creazione della copertina del libro, alla creazione della carta, rilegatura del manufatto, e alla scrittura del testo una volta che l'Asal Sayi avrà dato l'ok.
L'Accolito potrà ricopiare il testo del suo maestro ma dovrà aggiungere le sue annotazioni di come egli pensa che potrà corrompere e cambiare il mondo. Al completamento della prova egli sarà un Asal Sayi e potrà in futuro consegnare il suo Uno ad un nuovo Accolito.
Rito del ritorno: Questo rito sarebbe la cerimonia funebre. Esso consiste nella sparizione totale del cadavere in un qualsiasi modo. Alcuni creano dei cimiteri senza lapide in luoghi insospettabili, altri lasciano il cadavere sprofondare negli abissi o altri posano il cadavere all'interno di bare o loculi già occupati.

Categories:

0 commenti: