febbraio 01, 2012

Doramarth - Brainstorming di ambientazione

embra forse tardivo come post, in realtà non lo è, ma dopo diverso tempo è giusto poter fare un pò di ordine in questa ambientazione e ricordare bene da dove si è partiti.
Ammetto che con le citazioni non sono bravo ma so di sicuro che qualcuno disse:"se non si sa da dove si viene non sapremo dove andremo"(o qualcosa di simile).
Per questo motivo ho deciso di fare questo post, per tracciare una linea precisa di quel che è stato Doramarth e capire, forse, cosa diventerà.

Ci sono diversi punti da toccare ma bisogna andare con ordine.

Le fonti di ispirazione, il visionario:
Ci sono tanti autori da cui ho tratto idee per il mondo di Doramarth e tutta la sezione "Immaginarium" lo sta ad indicare. Negli anni ci sono stati tanti post dedicati ai vari regni, alle razze e ai mostri che popolano questa ambientazione ma alcuni autori. film, giochi, sono dei cardini per la mia ambientazione.
Elfi...

Alan Lee.


Il suo stile delicato, tipicamente inglese, la leggerezza e allo stesso tempo la crudezza dei suoi lavori sono stati motivo di ispirazione per il modo in cui io immagino gli elfi (in particolar modo quelli grigi).
I suoi lavori si discostano dal mio modo di fare illustrazione, meno dettagliato e più caricaturale, ma le atmosfere sono perfette.






Particolari del film di Narnia
Narnia - il film
Si, lo so non è ammissibile, i film sono orrendi ma ho avuto modo di vedere gli artbook dei film e devo ammettere che sono qualcosa di eccelso. La cura dei dettagli per le scenografie e i costumi sono magnifici.
I particolari sono uno dei cardini di Doramarth. Non voglio che un Narratore debba scervellarsi a capire come è il mondo in cui gioca nè tantomeno gli avventurieri. Doramarth è un mondo profondo, pieno di dettagli e di sfumature e influenze che incidono su tutto ciò che lo circonda. Per questo motivo Narnia è tra i miei punti di partenza.

Un ingresso abbandonato nel Sarzio
L'architettura, il mondo e la geografia
Una cosa che ho sempre notato nei vari setting è come ogni regno sia sempre abbastanza indefinito come immagini. I castelli tendono ad assumere in qualche modo sempre la stessa parvenza e la stessa cosa dicasi per le foreste, le città e i dungeon.E' una cosa che non mi è mai piaciuta. L'architettura quindi è per me uno dei cardini da cui parto.
Il poter immaginare bene un luogo mi permette di conferire alla scena la giusta atmosfera, i giusti suoni e le giuste sensazioni.
Un castello nel Sarzio sarà diverso, seppur con delle influenze, ad uno dell'Alamexia, così come una cittadina del Daerfaels risulterà differente da una della Provincia di Nulb.
Per molti saranno piccole cose ma in Doramarth anche queste cose fanno la differenza.
Parallelamente, quindi, ho scoperto di quanto sia importante trovare fotografie di posti esistenti e collocarli dentro Doramarth. Così ecco che uno stile architettonico, pittorico, paesaggistico inizia ad assumere una forma ben precisa. Il Loner sarà sempre il regno dagli sterminati campi di grano così come il Costabuia quello con il sapore di sale e le locande in pieno stile "Isola del tesoro" di Stevenson.

Wyeth
Cacciatori nelle Contee di Confine
E' un illustratore americano, credo di inizio '900, che ho trovato subito perfetto come immaginario per Doramarth.
In particolare modo buona parte delle Terre della Luna risentono del suo stile che poi ricorda il fantasy più classico.
L'immagine a lato ricorda benissimo una scena tipica che si potrebbe vedere nelle Contee di Confine con le sue foreste innevate, i rudi cacciatori e i vestiti tendenti a quei colori tipici di quel regno.

 Warhammer
PIù che di D&D io ho sempre risentito l'influenza di Warhammer ma credo per la loro capacità di creare e gestire un mondo da almeno 30 anni. Sono cresciuto con Heroquest, con le illustrazioni delle copertine de "la rocca di Kellar" e del "ritorno del re degli stregoni" di Les Edwards, e poi con Warhammer e infine con Martelli da guerra(la prima edizione). Sono giochi che mi hanno segnato che mi hanno dato l'idea di profondità che voglio dare al gioco. Certo anche i loro illustratori sono in qualche modo finiti nel mio immaginario (Les Edwards, Adrian Smith, John Blanche per dirne alcuni) ma è dovuto al fatto di aver letto e riletto tutti quei supplementi della games workshop!
Warhammer ha la capacità nitida di poter dire: "quello è un orco" o "quello è un guerriero del caos" e sapere di immaginare sicuramente la stessa cosa dei tuoi compagni di sessione.

Altri autori:
L'elenco di illustratori o artisti che hanno amplificato il mio modo di vedere Doramarth è ancora abbastanza lungo e quindi preferisco fare una carrellata di nomi così da rendere loro giustizia:
Paul Bonner, Justin Sweet, Arthur Rackham, Monge, Rackham entertainment, brian froud, Tony Diterlizzi, Waterhouse, Donato Giancola, Kev Walker, Rayne Weynolds, Caravaggio, John Howe, Justin Gerard e credo altri che ora non ricordo...

Il tipo di fantasy:
Classico, high fantasy e poi?
Non è facile o meglio forse lo è stato e non me ne sono accorto. Per me l'idea di diventare un dio sceso in terra o di poter saltare intere montagne o potermi teletrasportare non è proprio quello che penso del fantasy. Mi piace l'idea di un fantasy più sporco, sofferente direi, dove le classi sociali fanno sentire le loro diversità; dove la magia esiste ma è qualcosa di così ancestrale da essere temuto e rispettato. Per questo non amo l'High fantasy o il Power play. La morte è letale, i mortali restano mortali. Punto.

Mostri
 Sui mostri tanto si potrebbe dire, credo che siano un punto molto importante su cosa è un setting. Il problema dei mostri è che se si sbaglia a pensarli si snatura l'intera ambientazione. Andrebbero pensati come qualcosa che sia naturale che esista e quindi coerente con il mondo che lo circondano.
Per questo motivo in Doramarth mi sono soffermato a lungo sulla nascita dei goblin o di come siano nati i mezzelfi o i mezzorchi perchè altrimenti si ha solo l'idea di qualcosa messo lì a posta.
Anche la scelta di quali mostri inserire a lungo se ne è parlato, spesso fuori dal blog. Ho notato come molti mostri che in altri setting trovavo inutili o "poco fantasy" nel mio immaginario erano visti allo stesso modo dai miei amici o playtester. Ecco che i centauri o gli ogre sono visti male rispetto ad un grifone o ad un orchetto.
Insomma tutto deve essere coerente.

i battlelore..ma anche delle genti!
Le genti
Preferisco chiamarli così e non le razze perchè ricordo che su qualche forum era nata una diatriba su razze e specie...Io ho scansato l'equivoco con questo termine! Per me esistono poche genti:
Umani, Elfi (tre famiglie nate da un assassinio che poi son diventate corti elfiche), nani (due famiglie nate dalla scelta di come sopravvivere), mezzelfi e mezzorchi.
Sono sempre stato abbastanza fiscale su questo. Non mi piace inserire Genasi, hobbit, gnomi, hobgoblin, nani strambi. Non mi piace l'idea di questa gente troppo somaticamente diversa e per quanto possa essere anche facile introdurla nel setting, la vedo sempre difficile pensarla come qualcosa di coerente con il resto del mondo.
Gli unici che per un certo periodo furono in lizza sono stati gli gnomi ma furono scartati nel corso degli anni.



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6 commenti:

Andrea Caporale ha detto...

"We don't know where to goto if we don't know where we've come from. This linguistic innovation lives up to all expectations."
R. Lawrence Clark
E' una delle citazioni famose relative al linguaggio FORTRAN.

Lepracauno ha detto...

Ne sai una più del diavolo!!!
GRAZIE!
In sto periodo sto rimettendo in ordine tutta l'ambientazione perchè a fuori di raccogliere materiale e capire cosa farne ci si perde in un marasma assurdo!

Andrea Caporale ha detto...

Non c'è di che, la conoscevo giusto perché mi è capitato di leggere il libro dove è riportata.
Devo dire che capisco bene il problema dell'organizzazione. Il mio blog ha superato oramai i 400 post ed anche io sto cercando di mettere su qualche pagina riassuntiva per non far "perdere" i contenuti meno in vista.
E' comunque bello vedere da dove chi crea prende ispirazione e, relativamente al discorso delle genti, mi trovo pienamente d'accordo con quanto scrivi. Meglio integrare bene tra loro poche genti diverse per origine e aspetto dagli umani piuttosto che inserire una miriade di razze spesso dai tratti troppo bizzarri per essere amalgamati.

Lepracauno ha detto...

L'idea di scrivere delle fonti mi è venuta in mente ripensando ad un post nel blog del sito inglese di One Ring dove Hodson (l'illustratore) ha fatto un video con tutti i libri da cui traeva ispirazione.
Mi sembrava figo e quindi..ecco il post!
Io nonostante l'indice devo ingegnarmi su come risolvere l'ordine del blog ed è una cosa decisamente importante!!
Per quel che riguarda le genti è una tendenza, quella di aggiungere razze su razze, che secondo me viene da D&D. La wotc ha sempre messo troppa carne al fuoco e poi i giocatori hanno voluto mischiare il tutto e ne hanno perso il controllo...

DM ha detto...

Ciao

E' un po che seguo il blog e mi piace molto.
Ci sono tanti spunti e idee molto belle che possono essere utilizzate per ambientare delle avventure per giochi di ruolo.

Il mio consiglio, per quel poco che vale, consiste nel ristrutturare tutto quello che è stato scritto fino ad oggi, cercando di amalgamare il tutto, rendendo il mondo di Doramarth, più concreto e facile da leggere.

Mi spiego meglio.
Ci sono ancora tante informazioni, scritte e pubblicate che sembrano ancore degli appunti e delle bozze. Per chi si avvicina a questa “ambientazione” con l'idea di poterla utilizzare, rimane un po deluso, perchè le informazioni sono ancora troppo frammentate tra un post e l'altro. Inoltre ci sono ancora delle zone d'ombra.

Questo è il mio consiglio nel presentare il setting.
Poi, personalmente parlando, sono perfettamente d'accordo sull'impronta di un mondo low-magic.
Per quanto riguarda i popoli (e non razze come hai detto tu) non avrei distinto in più sotto-popoli gli elfi (che sembrano troppo simili a quelli Tolkeniani).

Le divinità sono ben fatte, ma troppo Asgardiane. Secondo me andrebbero più “globalizzate” mantenendo però la loro storia (anche perchè potrebbero risultare poco fruibili da utilizzare in gioco).

Lepracauno ha detto...

Grazie del commento DM!
Sulla frammentazione del setting e sulla sua fruibilità ti do pienamente ragione. Il problema è che faccio questo praticamente da solo e a tempo libero/perso e quindi più vado avanti e sempre meno tempo a disposizione ho. Doramarth inoltre è cambiato progressivamente nel corso degli anni e quindi alcune cose andrebbero riviste e riaggiornate (cosa che in parte sto già preparando).
Negli anni si sono intrecciati luoghi e personaggi tra loro che vanno ad influire su cose che avevo scritto in precedenza. Fossi insieme ad almeno un altro paio di teste Doramarth sarebbe completo da un bel pezzo!

Per gli elfi mi è sempre piaciuta l'idea di questi ceppi che affrontano la vita e il mondo in maniera diversa. Ho degli appunti che non ho mai ricontrollato proprio su come questi vivono in relazione a quel che accadde nella prima Era (la morte di Erindol).
Tolkien è effettivamente uno dei miei modelli preferiti non tanto come stile di fantasy ma per come ha strutturato il mondo.

Le divinità come mai dici che ricordano troppo quelle asgardiane? Ok, c'è Loki, ma mi piaceva l'idea di avere qualcosa/qualcuno che fosse facile da collocare mentalmente. Creare tutto da zero in un setting fantasy lo vedo pericoloso per quel che riguarda la coerenza.
Sugli dei ho ancora tanto da dire, ma alcune cose su come gli uomini di Doramarth concepiscono le divinità l'avevo scritto sul blog..