luglio 26, 2011

Araldica - Parte II

n Doramarth sapere quale è l'emblema avversario in un campo di battaglia può essere molto utile.
Le antiche leggi dei concili scelsero di avere un linguaggio araldico uguale per tutti i regni. Questo portò nei secoli alla nascita di alcune regole che permettono ancora oggi di capire grosso modo quanto è importante quella famiglia.

La prima delle leggi è che lo stemma che raffigura un animale è più importante di altri stemmi raffiguranti piante o oggetti.
Solo gli stemmi raffiguranti animali ritraggono elementi importanti per capire chi è quella famiglia.

Se l'animale è raffigurato in piedi e non al garrese vuol dire che è una famiglia che ha vinto molte battaglie.
Se l'animale porta una corona sul capo vuol dire che è la famiglia reale.
Se l'animale porta la corona a lato vuol dire che è una famiglia vicina a quella reale.
A volte si esagera con gli stemmi.

L'animale raffigurante una determinata famiglia può cambiare nel corso delle generazioni. Un esempio lampante è l'araldica dell'agnello che viene data alle famiglie che sono cadute in disgrazia.


Questo genere di eventi ha portato ad avere una complicatissima storia araldica in quanto la stessa famiglia può anche aver cambiato più volte stemma.
Lo stemma araldico lo sceglie sempre il capofamiglia, anche se per tradizione in genere si mantiene quello scelto dal proprio genitore, e deve essere comunicato ai Concili Araldici che si preoccuperanno di annotarlo sugli annali.

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