aprile 30, 2010

osservazioni

Da qualche tempo rifletto sull'avventura che devo narrare.
Noto sempre qualche difetto e qualche imperfezione che devo aggiustare. L'unica fortuna è che ho tracciato la timeline degli eventi e con questo son sicuro di potermela cavare.
L'unico cruccio è che non so bene come rendere tutto più in stile Doramarth.
Scrivendo post su post mi sono accorto di come questo modo stia prendendo una sua forma, tutta sua. Quasi inconsapevolmente.
E' un mondo fatato? no. E' un mondo fiabesco? non del tutto. E' fantasy? si nel modo più largo del termine.
E' un mondo in cui servirebbero trenta vite per conoscerlo tutto e i pg han solo una ventina d'anni. Doramarth è realmente enorme e forse è questa la parte più bella. I pg son solo gocce, son persone, individui che forse non rimarranno nella storia ma che avranno modo di Conoscere.
Forse è proprio questo il dato che più bisogna valorizzare: la conoscenza. Più e più volte mi son preoccupato di come sviluppare questo fattore. Per prima cosa non ho mai considerato che debba essere un numerino sulla scheda. Troppo semplice e sbagliato. La conoscenza in qualche modo cambia il pg stesso.
Consideriamo come nei film il protagonista si trovi a conoscere cose che prima ignorava. Prendiamo Frodo e notiamo come il suo orizzonte esca di forza dalla sua Contea. Il protagonista cambia, si cruccia del dolore altrui, nota ciò che prima non notava.
Questo è uno dei lati che devo sviluppare.
Grandi poteri implicano grandi responsabilità. Grande conoscenza indica grandi problemi.
Sapere di poter cambiare le cose deve avere un peso, che lo si voglia o no.
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