dicembre 02, 2009

Spregevoli consiglieri

Non so perchè ma il fascino dei cattivi consiglieri è per me unica.
In questi giorni sto pensando spesso a come poter creare delle trame avvincenti e non riesco a non pensare alla presenza di questi infimi interlocutori.
Bassi o alti, altezzosi e snob oppure viscidi intrattenitori non importa. Sanno sempre qualcosa e sanno sempre come uscirsene dai guai.
In tutte le avventure ci si trova sempre dinanzi a re, conti, baroni e mai a dialogare con questa feccia sociale tanto importante. Da un lato questo credo dipendi dalla difficoltà stessa di poter avere un personaggio che sappia così tante cose.
Eppure avere la presenza nella storia di un consigliere renderebbe sempre avvincente la storia.
In qualche modo credo che "loro"(la feccia consigliera) possano creare quel senso di intrigo, sospetto e spionaggio degno di tutte le corti fantasy-fantastiche.

Che sarebbe la strega di biancaneve senza quello specchio?!

Il cattivo o buon re non è certo onniscente e i suoi scagnozzi dovrebbero essere comandati sia da lui che da quei viscidi consiglieri che tanto si prodigano per la gloria del loro padrone. In fondo se ci si pensa un pò su la conoscenza che ha il Cattivo( e per cattivo intendo colui che è la causa dell'avventura degli eroi) dipende sopratutto dal suo gregario di servi fedeli.
In tutto questo clima di "contatti" il consigliere diventerebbe fulcro e cardine per gli ordini, messaggi e missioni che vengono fatti o finiti; ponte tra una classe sociale e l'altra.
Il consigliere è quindi un marionettista, comanda i fili forse anche meglio del Cattivo ma la sua paura sta nell'ambizione. Forse è proprio questo ciò che differenzia il Cattivo dal suo servo.

Ma infine sorge una legittima domanda: come poter introdurre questa figura e gestirla? Il suo ruolo diventa fondamentale a finchè la storia faccia un salto tra un atto e l'altro. Egli diventerebbe la guida provvisoria degli eroi e ciò che è meglio li potrebbe pilotare in propri intrighi e complotti. Poter dare una informazione non del tutto corretta o veritiera, coinvolgere terze parti nei progetti del re per poter sgominare futuri imprevisti farebbe del consigliere una pedina unica e molto coinvolgente.

Pensiamo a Vermilinguo che per il lettore è dichiaratamente corrotto dal male eppure per Theoden egli rimane fedele al suo giudizio. Egli è una chiave del racconto, un fulcro entro il quale il fuoco della storia si spinge rendendo in parte note le trame che vi son dietro la storia principale. Vermilinguo diventa così un faro che rende nota la trama non scritta, del tempo che è passato e del male che si è prodigato nei suoi piani. Quella parte del racconto senza Vermilinguo sarebbe superflua e futile.
Così in un racconto di ruolo(chè chiamarlo gioco per me è implicito) diventerebbe con un consigliere ben congegnato un faro di tutta una situazione che si sta giocando/raccontando. Sarebbe un faro per indizi e porte da aprire.

La sua introduzione nella storia diventerebbe un clichè... volendo. Gli eroi, sconosciuti avventurosi, si troverebbero a cercare udienza. Da che mondo e mondo i re non parlano con la disgutosa plebaglia e gli eroi, sconosciuti prodi straccioni, potrebbero dover parlare solo con i suoi lacchè, i consiglieri appunto.
I consiglieri potrebbero intercedere tra gli eroi e il re renderli pedine del Cattivo o buono che sia e giostrarli, volendo, anche all'insaputa del re stesso.
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2 commenti:

Red Dragon ha detto...

Il problema dei consiglieri è che tutto il loro pericolo dipende dalla loro "lingua", i propri seguaci e le proprie informazioni/conoscenze... ma quando si arriva alla resa dei conti, sono delle schifezze rispetto ai PG; quando arrivi all'atto finale, durante magari una grande escalation di eventi, che il finale si risolva in mezzo secondo, diventa deludente. I PG, in generale, non sono come superman o Aragon che lasciano in vita il nemico; quando si arriva alla resa dei conti o gli uni o l'altro crepano (salvo poi sorprese dell'ultimo minuto). Ecco, dunque, che il consigliere deve scomparire prima della resa dei conti ed essere sostituito da un altro "Big Boss" che possa chiudere degnamente l'escalation.
L'alternativa è quella di fare che il consigliere è in realtà qualcuno di molto potente fisicamente e/o magicamente; ma una volta può andar bene, due pure, ma a lungo andare diviene assurdo (e come se Vermilungo, una volta scoperto, inizia a lanciare fulmini e palle di fuoco contro il gruppo e vi è la mega-battaglia finale del capitolo...).
Non so se rendo l'idea.

Andrea ha detto...

sicuramente il consigliere non può certo porsi sul piano fisico e proprio per questo la sua lingua e il suo cervello dovrebbero essere la sua via di fuga.
Non penso che il consigliere debba per forza essere superiore al pg anche se come si dice la possibilità di risparmiarlo sono minime ma il viscido dovrebbe sapersi tenere a distanza dal conflitto. Facendo un esempio il consigliere potrebbe scappar via dalla resa dei conti per poi essere incontrato nuovamente. A quel punto il consigliere potrebbe avere informazioni e/o oggetti che rendono la sua vita preziosa e quindi i PGs trovarsi nella classica scelta sul da farsi. Questo permetterebbe in seguito di poter riutilizzare il consigliere in diverse situazioni fino alla sua morte se mai ci sarà.
I consiglieri, c'è da aggiungere, che non dovrebbero essere tanti. Se conti e duchi possono abbondare in città e regni i consiglieri son merce rara.
Gran cultori della diplomazia, intrigo, spionaggio e complotto. Dovrebbero sapere non tutto ma di tutto e quel che non sanno saper come ottenerlo. è questo forse uno dei fulcri del consigliere.