novembre 07, 2009

Favole e fantasy

Questa dicotomia non mi lascia in pace...
Più passano i giorni e più inizio a chiedermi quanto sia interessante il classico fantasy e del perchè è così affascinante una favola....
Nel web trovo immagini che assumono un valore importante: non è fantasy ma neanche una fiaba.
Più vado avanti e più mi chiedo quali sono gli elementi che caratterizzano il fantasy e la favola.
La conoscenza è sicuramente uno di questi elementi.
Ma gli altri?
Figure come il lupo, la strega e gli altri cattivi come possono essere classificati?
secondo una logica da trama(buoni, cattivi, mentori, aiutanti, ostacoli) o secondo uno stile più scientifico?
A quel punto mi vien da chiedere: il cattivo rimarrà sempre tale? e se non fosse così?come renderlo ponte tra i mondi del bene e del male?
Le fiabe e il fantasy hanno migliaia di figure più o meno comuni e questo non aiuta a distinguere il tutto...
A grandi linee dividere una ambientazione per "stili di vita"(buono e cattivo per esempio) renderebbe tutto più statico, senza modo di oscillare tra diverse situazioni, forse diventerebbe troppo teatrale e da siparietto. A questo punto si arriva a un bivio: cosa è più importante? il PG o la storia? cosa deve risaltare intorno al tavolo?
e come?

troppe domande, lo so.... Questa miscellanea sta creando tanti nodi e il pettine li ha raggiunti ormai....
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3 commenti:

Red Dragon ha detto...

Nota: parlo di fiaba classica e fantasy classico.

Il problema è che fiaba e Fantasy sono molto vicini; diciamo che se fossero cerchi, la loro intersezione li comprenderebbe quasi completamente... ma c'è un quasi.
Ora, tutto il problema sta nel fatto che la fiaba ha una sua struttura (analizzata da Propp) mentre il Fantasy è stato coniato dopo la pubblicazione del Signore degli Anelli (e di conseguenza il fantasy molto su quello si impronta).
Ora, capire cosa possa essere Fantasy e cosa possa essere Fiabesco è molto difficile perché se dico: "un unicorno..." non ti ho detto niente; ti dico qualcosa di più se faccio calare l'unicorno in un contesto:
"La principessa si avvicinò all'unicorno che abbassò lentamente il capo..." potrebbe essere fiaba
"L'elfa posò l'arco ed allungò la mano in segno di amicizia all'unicorno..." potrebbe essere un fantasy
Ma nota bene che potrebbe
Infatti l'unico modo per sapere se si ha una fiaba od un fantasy, è vedere l'opera completa.
Tuttavia è possibile realizzare un Fantasy Fiabesco, cioè un Fantasy ma con molti connotati della fiaba. Questo viene fuori quando il Fantasy lascia comunque quel segno particolare che lascia la fiaba, pur senza completarla interamente. Per fare un Fantasy Fiabesco bisogna giocarsela con gli stereotipi dell'uno e dell'altro. Nell'esempio fatto con l'elfa e l'unicorno potrebbe essere un Fantasy Fiabesco, ma se si fa che l'unicorno è una delle tante cavalcature degli elfi, probabilmente si perde quella particolare meraviglia che lascerebbe la fiaba... Probabilmente, perché si può fare anche un Fantasy Fiabesco anche se si usa gli unicorni come cavalcature, purché le si lasci quel senso di meraviglia che hanno nella fiaba (discorso analogo per gli elfi).

Bof! Credo di aver detto tutto ed il contrario di tutto :D
Spero di averti dato, comunque, un buono spunto di riflessione...

Rhodry ha detto...

Salve a tutti,
Dico la mia nel mio piccolo, come appassionata di "fiabe classiche" come tali, soprattutto nella loro versione originale scevra il più possibile di riadattamenti e censure successive.

Purtroppo a causa del fatto che sono una veterinaria ai primordi che fatica per trovare un proprio posto nel mondo del lavoro non sono riuscita ad approfondire molto questa passione ( almeno per il momento), ma la mia passione è proprio questa: studiare il significato ( se veramente ve ne è uno) dei simboli e degli archetipi usati nelle fiabe, il cui scopo ultimo è spesso dare un insegnamento, non inteso come morale, ma come "lezione di vita" su come poter affrontare paure e disagi reali attraverso la loro trasfigurazione simbolica.

Secondo Bruno Bettelheim ne " Il mondo incantato" le fiabe rappresentano rappresenta infatti un mezzo attraverso il quale la mente del bambino riesce ad elaborare un contenuto che agisce a livello per lo più inconscio, traendone come minimo giovamento e diletto, se non un vero e proprio mezzo per affrontare la realtà che lo circonda utilizzando il suo stesso linguaggio e i suoi stessi meccanismi di pensiero.

Detto questo si può intuire il perchè il linguaggio delle fiabe e i loro simboli possano attrarci tanto, scatenando quella sorta di "attrazione viscerale".
A mio parere il fantasy è invece la creazione di un mondo che piano piano si è arricchito delle " dimensioni parallele" e delle fantasie di tanti appassionati che hanno inserito creature leggendarie prese da leggende, credenze, miti e anche fiabe, creando una dimensione complessa che però non ha nessuno scopo se non quello di vivere una avventura lontano dalla realtà, in un mondo che può essere plasmato a piacimento.

Sicuramente quindi il fantasy è collegato alle fiabe, rielaborando simboli e vicende e trasponendole in questo immenso calderone, ma a mio parere non viceversa.

Ti consiglio comunque di leggere il libro di Bettleheim, di cui ho detto qualche parola in questa pagina del mio blog, che spero un giorno di ampliare...

http://hodryronja.spaces.live.com/blog/cns!F70F662C0AD2A445!1045.entry

Lepracauno ha detto...

grazie di questo interessante intervento!
Penso che è proprio questo uno dei punti: portare il fantasy ad una idea più archetipa. Ad ora come dicevi tu, il fantasy è solo un modo per uscire dalla realtà.
Il superfigo, l'eroe senza macchia, il superoe ad oggi il gdr fantasy in particolar modo è diventato una specie di pseudo videogame dove l'importante è essere più degli altri.
Con Doramarth questa situazione non vuole avverarsi; i cattivi non son sempre i soliti "distruggo il mondo" ma personaggi che han loro tornaconto a cambiare le cose. Gli spregevoli saran consiglieri, strozzini, scagnozzi, vili lacchè e assassini.
Dall'altro lato avremo i buoni, o meglio gli eroi per caso. Contadini che figli del coraggio faranno di tutto per salvare la loro terra, Soldati che per ordini o amor di patria combatteranno banditi e sabotatori.

Doramarth si pone l'intento di creare avventure che siano nello strato inferiore della vita sociale tipica del fantasy. Tra il fango e la terra insomma!
Proprio con questi personaggi far emergere gli archetipi è più forte e l'impatto più adatto.