ottobre 23, 2009

Aspettando

Questo fine mese sembra essere gravido di notizie.
Da un lato mi aspetto grandi cose per Lucca, dall'altro ne aspetto la lieta fine per posare le membra e ridedicarmi a questo mondo.
Da tempo ormai Doramarth lo sento più sfocato. Stephen King avrebbe detto che si sente una Sottilità.
Qualcosa si sta aprendo...
Il cammino epico, leggiadro, classico di questa ambientazione sta via via tramutandosi in una creatura che sembra mia eppure non lo è.
Tutto sta cambiando.
Ogni angolo di Doramarth, dalle mura bianca di Namira, ai vicoli dell'Impero (se ancora gli imperiali vogliono chiamarlo così), alle scogliere del Costabuia sino agli anfratti tristi e dorati del Daerfaels, tutto insomma inizia ad assumere toni più cupi credo.
I boschi elfici non ricordo esser mai stati nella mia memoria così colmi di nebbia e i cunicoli nanici così deserti.



Le città soffrono il maltempo.
Le cattedrali rimangono ferme nei loro cantieri, l'acqua che piove dentro le navate tra i fedeli bagnati che ascoltano impassibili.
Tristi agricoltori e vili balivi..

Eppure qualcosa di affascinante nonostante ciò sta arrivando..lo sento.
Percepisco i toni leggiadri e vivi di bambini che giocano a "cosa c'è nel mio castello", che rubano il cibo dal mercato di Nulb.
Percepisco tra i rovi cupi e rossastri delle foreste a sud delle terre della Luna qualcosa di "magico"o ancora meglio, fiabesco.
Si, vecchie figure. Semmai solo qualche vecchio taglialegna o un druido che ricerca nel silenzio della vegetazione qualche pianta per la famiglia di Griselda.
Forse, e lo dico sussurrando, è un fauno o qualche bestia tra i monti che sta lasciando ai pastori dei Monti Rossi qualche dono. Forse una coperta forse un bastone per l'acqua.
Noto tra i monti lontani fuochi, come per avvertire i popoli vicini di qualche minaccia eppure si nota a ovest(meglio dir a sud-ovest) il fumo nero e minaccioso spuntare oltre più alto picco tra i monti del Dregherr.
E' strano, tutto molto strano. Tutto sembra calmo, tranquillo eppure tante cose si muovono. Impercettibili, all'udito, alla vista.
Un urlo lontano?
Vento tra i rovi?
Una lucciola?
Una foglia?
Tanti interrogativi alla mia vista spuntano. Tutto è gravido. Tutto è pregno.
Ora però come i lontani padri di famiglia nel Sarzio, ripongo la mia seggiola a est dove le nubi son sempre più scure e mi godo la pioggia che dopo un lampo si presenterà.
Aspettando.
Categories:

1 commenti:

Red Dragon ha detto...

Ma come fai ogni tanto ad uscirtene con questi post! ^_^