agosto 26, 2009

Bentornati

Salve a tutti!
Dopo la pausa estiva eccomi di ritorno.
Si ricomincia con la produzione di questa ambientazione sperando che i prossimi mesi siano gravidi di idee e spunti.
Spero come sempre nel vostro aiuto e confido di poter fare nuovi grandi passi in questo progetto che sembra enorme...

BEH, bentornati, per far felici tutti ecco un vecchio racconto che utilizzai come introduzione alla mia ambientazione circa 5 anni fa:
Era il terzo giorno di viaggio.
Il sole splendeva nel cielo azzurro, la prateria che attraversavano era vastissima. Si poteva solo vederne i limiti verso l’orizzonte, probabilmente un altro giorno di viaggio prima di arrivare nei dintorni della foresta. Fearoner, nonostante il sole, rimaneva incappucciato, il bastone in legnoscuro che portava lo sosteneva senza problemi. Con passo sicuro continuava ad essere il primo del gruppo. Dietro di lui un uomo alto e forte con una folta barba lo seguiva fischiettando, Kresen con legata alla schiena una lunga spada splendente; al suo fianco una mezzelfa, Leniara, con passo veloce, con le sue 4 cinture che ballavano a destra e a sinistra. Infine un nano, Beril, che in fondo al gruppo osservava la situazione tenendo in mano il suo martello appoggiato alla spalla.
Il saggio di Pelnor li aveva pagati profumatamente per poter giungere a destinazione, nulla di meglio.

                                                                           *
                                                                        *    *
In lontananza un aquila oscurò il cielo per un istante.
L’uomo ammantato si fermò:
fermi tutti!- alzando il suo bastone.
Perché mago?- domandò con fare assente Leniara.
Stiamo per entrare nel territorio di Grumag-
Come fai a saperlo? -
Vedete quel masso a una ventina di metri da noi? Se aguzzate la vista potete notare una incisione sulla pietra, quello è il simbolo dell’aquila- si fermò per tossire – da adesso state attenti-
Kresen incurante riprese a camminare.
se quei pelleverde si faranno vedere non avrò problemi ad ucciderli!-
sempre il solito sprovveduto- interruppe Beril – si vede che vi mancano decine di secoli di guerra con quei cosi! Sono forti e scaltri, nulla a che vedere con quei 4 briganti della sera scorsa.-
Il nano diede una pacca alla mezzelfa per sollecitarla a muoversi e accarezzandosi la folta e lunga barba bruna raggiunse il mago.
e allora saggio, dicci, dove conviene passare? Qui è tutto pianeggiante.-
bella domanda Beril.- guardando attraverso le pieghe del suo cappuccio giallastro. – penso che la cosa migliore sia proseguire dritti cercando di lasciare meno tracce possibili e andando più veloci che possiamo.-
Il gruppo riprese il viaggio proseguendo nella direzione che Fearoner aveva indicato, effettivamente era lui il capo e a lui spettavano le decisioni.
Viaggiarono per tutto il giorno fermandosi ogni qual volta sentissero un rumore strano. Adesso la foresta era decisamente più vicina, e anche il fumo della tribù, ad ovest, di Grumag era visibile.
Si accamparono vicino un piccolo ammasso roccioso, la luna quel giorno limpida e serena illuminava tutta la radura, la costellazione della torre a sud est splendeva tranquilla tra il cavaliere e la dama.
La cena fu veloce e silenziosa, Beril tolta la corazza perse la serata a mirare il fuoco, Leniara dopo il pasto si raggomitolò su se stessa per riposare, Fearoner lasciato lo zaino a tracolla che portava, si accasciò e dormì, Kresen sulle rocce faceva da guardia al gruppo.
-bella serata vero, nano?- la sua voce era bassa e sbadata come per riempire il vuoto.
- troppo serena, quando tutto va così bene c’è da preoccuparsi- Beril ora era sdraiato a fissare la luna che lentamente si spostava.
La serata fu tranquilla, tutti al mattino prima dell’alba erano già in piedi e con l’equipaggiamento pronto per partire. Fearoner finiti gli ultimi calcoli si mise di testa per indicare la via.
Passarono diverse ore dove il sole da est iniziava a salire fin quando in lontananza delle figure si muovevano basse nella fitta vegetazione.
- fermi tutti- Kresen era già pronto con la spada sguainata, Leniara lo guardava senza ancora capire effettivamente cosa stesse accadendo.
- a circa 100 metri qualcosa si è mosso e si avvicina, preparatevi.- la sua voce era fredda e decisa. Fearoner indietreggiò fino all’ultima fila, Beril si affiancò a Kresen già pronto, Leniara accucciata dietro l’alta erba aveva già estratto la balestra.
Gli orchetti ormai li seguivano da un paio di giorni. Sempre nascosti sotto l’erba o dietro i massi li spiavano. Erano in 4 tutti con il viso sporco di terra ed erba per non farsi riconoscere. Alla cintura portavano rozze spade corte ammaccate ma ancora letali. Il più forte di tutti era Rolgram il primo. Con la spada portava anche un pesante scudo di legno con inciso il simbolo di Grumag, la sagoma di un aquila.
Rolgram aveva sfidato e ucciso diversi umani e non, portava diverse cicatrici su tutto il viso e un tatuaggio di guerra gli ricopriva il braccio destro. Della sua razza erano in pochi che potevano averne uno, e lui era uno di quelli.
Quei quattro avevano varcato il confine, questo era inammissibile, il suo capo era stato chiaro “uccideteli”.
Si avvicinarono senza dare troppo nell’occhio, due si spostarono a lato per accerchiarli, due proseguivano dritti.
Tutto era stranemente tranquillo, si era anche alzato un po’ di vento, il che rendeva più difficile individuarli.
Kresen avanzò di qualche metro con la sua spada sguainata e pronta all’attacco. Ad un certo punto un ciuffo d’erba si muove, Kresen si fionda all’attacco.
Leniara non l’aveva visto così da giorni, i suoi nervi tesi e il suo sguardo così concentrato, sembrava pronto per qualunque cosa, e soprattutto, pronto al sangue, e questo non gli piaceva proprio.
L’orchetto aveva una rozza spada corta e non vedeva l’ora di uccidere almeno uno di quei quattro, sperando semmai in una ricompensa, ma il suo desiderio fu troncato quando Kresen gli si parò davanti.
Con un sol colpo il braccio dell’orchetto fu segnato da un profondo taglio. La spada corta dell’orchetto cadde a terra con un sordo tonfo.
L’urlo del possente Rolgram destò tutti gli orchetti che uscirono dalla boscaglia e si sfrecciarono contro Kresen, Beril e Fearoner che era alle spalle del nano.
L’orchetto colpito cercò di indietreggiare evitando il secondo colpo di Kresen, il secondo orchetto prese la carica e provò a colpire il nano che si parò con il martello per poi andare a sfondare con l’arma il petto dell’avversario.
Il vento si alzò.
Fenorer dalle spalle di Beril iniziò a dire arcane parole prive di un apparente significato. Sentiva che quello che diceva stava per avverarsi.
-…Kalen fres dertis!- urlò alla fine.
Dei sassi che teneva nelle mani si scaldarono, Beril li vide bene quei 2 sassi color della lava sfrecciare sopra il suo elmo, e colpire il più grosso degli orchetti.
-ottimo colpo mago!- mentre sfondava il cranio dell’orchetto che l’aveva affrontato.
Il terzo orchetto aveva caricato contro Kresen che ora provava a finire il suo orchetto ormai inerme, ma Leniara che stava ancora nascosta prese la mira e sparò.
L’orchetto cadde con un tonfo pesante a terra con il dardo che lo trapassava da un orecchio ad un altro.
- grazie piccola- l’accentuò Kresen.
- di nulla!-
Rolgram li aveva sottovalutati, non poteva avere una umiliazione simile. I due sassi gli bruciavano ancora ma ormai stava passando il dolore. Quel mago l’avrebbe pagata.
Con la sua pesante spada si avvicinò e sfidò il nano con il suo dito tozzo e nerboluto.
Bene, tu oggi sei mio- lo sfidò Beril.
Il vento si riappacificò per un attimo.
Kresen appoggiò la sua spada a terra e attese, Leniara ricaricò la sua balestra e si riabbassò tra l’erba, il mago rimase immobile.
Beril non perse tempo, corse verso l’orco che ormai era pronto ad attenderlo. Il martello colpì la sua arma, Rolgram lo spinse all’indietro, accorgendosi che il nano però non si era mosso di un millimetro. A quel punto provò ad indietreggiare ma Beril lo incalzò colpendolo ad una gamba facendolo cadere a terra.
Leniara vide il combattimento ma sentiva che qualcosa non andava.
Tutto era troppo silenzioso. Si alzò spuntando dall’erba, era ormai vicino a Fearoner. I colpi tra i due continuavano.
In lontananza vedeva qualcosa, una piccola linea nera che li raggiungeva. Ma cosa era?
Poco dopo capì.
- Beril Finiscilo! Sbrigati, ne arrivano altri!-
Il guerriero sentì l’avviso di Leniara e poteva ascoltare anche Kresen che imprecava nel vederli e Fearoner che intanto si allontanava dalla sua postazione.
L’orchetto era tenace, forte e sicuro, aveva molta esperienza, era anche riuscito a colpirlo un paio di volte.
- ma ora il gioco è finito pelleverde- l’apostrofò Beril.
Il martello si fiondò sul cuore dell’orchetto distruggendogli il corpetto e facendolo stramazzare al suolo.
Leniara urlò di nuovo:- Scappiamo ora sono troppi! E sono anche ben armati ho visto delle armature e degli scudi!-
Tutti e quattro si tuffarono nell’erba per nascondersi aspettando il loro arrivo ma i 50 orchi, mentre passavano Leniara li aveva contati, non li videro e proseguirono avanti, ad una ventina di metri da loro, verso la direzione in cui andavano: Namira.
Categories:

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Uauh!

Andrea ha detto...

Son contento che sia piaciuto!