luglio 05, 2009

Etica degli imperiali


Gli imperiali sono un popolo orgoglioso e fiero.
Vivono in uno dei primi regni esistenti(insieme al Daerfaels nelle terre della Luna) e pensano di essere gli eredi leggittimi di quelle terre. Oggi, nella Sesta Era, molti non ricordano i motivi del risentimento che provano verso elfi e nani e la tradizione ormai li ha denominati semplicemente Traditori. Solo i più eruditi, gli studiosi o i saggi studiano cosa accadde agli inizi del loro regno. In tutto l'Impero, esistono centinaia di uomini che dedicano la loro vita allo sterminio di queste due razze nel loro territorio. Cacciatori di pelle li chiamano. Sono fieri dell'essere umani, fieri di ucciderli e fieri di rendere noto il potere di Conla.
In ogni città Conla viene adorato, nonostante prima fosse un semplice uomo, la sua vita è l'esempio di quello che ogni uomo potrebbe diventare: liberatore degli oppressi, salvezza del suo popolo. Egli è l'emblema della speranza. QUesto concetto è portato all'esaltazione più totale; statue, santuari, processioni, fiere, ogni cosa è dedicato a lui e alla sua discendenza che ancora tiene il potere sulle terre umane. Ogni povero non si lamenterà della sua situazione ma anzi prenderà Conla come esempio per riscattarsi perchè il suo dio dapprima era solo un semplice uomo e poi divenne un re. Ciò che ha fatto uno, lo potranno fare in molti.
Per questo motivo gli imperiali son così attaccati al loro dio. Da un lato li si potrebbe vedere come disperati che brancolano nel buio, e in parte molti di loro lo sono. Altri però non usano il loro dio come via di scampo dalla loro situazione ma come stendardo della loro vita. Preti, sacerdoti, officianti, scudieri, soldati e cavalieri, solo per citarne alcuni, credono in Conla e pensano che per poter avere un mondo migliore bisogna agire, agire per il bene del popolo che è debole e fiacco.
Se si chiedesse ad un bambino cosa vorrebbe diventare da grande la risposta sarebbe semplice: un cavaliere o un re come Conla.
Ad un vecchio se si facesse la stessa domanda risponderebbe che ha fatto il possibile affinchè la sua discendenza riesca in ciò che egli non è riuscito: rendere migliore l'Impero.
Questo è punto fondamentale: ogni imperiale è fiero di esserlo; prova a rendere migliore l'Impero perchè quello è il posto in cui vivrà e morirà, dove la sua discendenza continuerà a vivere. Li si potrebbe chiamare ariani senza molte riserve. Questo però non rende l'Impero un regno migliore rispetto agli altri. Maldicenza, invidia, gelosia e intrighi continuano ad esistere. Sì, Conla è l'esempio della speranza ma egli o i suoi discendenti han fatto capire che ciò è possibile solo con le proprie forze. Non ci sono uomini o donne che aiutano i mendicanti, nè cavalieri che salvano bambini indifesi. Ogni uomo e donna deve essere capace di essere il meglio possibile. Fortunatamente questo concetto in tanti è visto in maniera diversa. Pensano che l'Impero non sia solo un mucchio di terre delimitate da dei confini ma che il loro regno sia fatto dalle genti che la popolano. Per questo di tanto in tanto vi sono benefattori, preti, gentil uomini che offrono il loro aiuto. Spesso però è la vittima che non vuole essere aiutata perchè Conla quando fu aiutato dagli elfi e dai nani, questi lo tradirono.
L'Impero è così, due lati della stessa moneta che guardano lo stesso esempio interpretandolo come vogliono.

2 commenti:

Red Dragon ha detto...

Schiaffo qui un paio di ipotesi per il nome:
Carstva (impero in croato ;) )
Imperalium (l'ho preso da qualche parte)
ConlaRegus (il nome del dio, unito da Regus, una storpiatura di non mi ricordo più cosa)

Se me ne vengono in mente di più belli, ci ritorno.

Andrea ha detto...

Grazie per i consigli sul nome del regno.
Devo ammettere che il nome in croato ha un suo certo fascino!!!