giugno 07, 2009

Storia - prima della prima era

Agli esordi della stesura del gioco mi son chiesto:"come nasce questo mondo?" Sapevo che se non partivo da una base, non sarei riuscito a continuare.
Motivo per cui, per voi, stendo ciò che scrissi all'epoca:

Prima del tutto vi era il vuoto.
Qui risiedevano gli dei, nella sala del cosmo. Avevano accesso ad ogni lusso, ad ogni bene e non erano in pericolo. Vissero così finchè qualvosa non cambiò in loro. Nacque l’insoddisfazione.
Fu così che nacque il mondo.
Primo fra tutti fu il dio Freir a intervenire.
L’ennesimo banchetto finì quando tutti e sette erano ormai sazi. Tutti gioivano ma qualcosa turbava Freir da sempre passionale e temerario.
Il suo viso di un colore come la cenere era triste.
Egli visse per diverse lune nei suoi alloggi cantando la sua tristezza.
In lui nacque qualcosa che mai lo aveva turbato ma quel canto era senza dubbio il più triste e malinconico che i suoi fratelli e sorelle avessero mai potuto udire.
Dopo sei pieniluni egli uscì dai suoi alloggi e anche il suo canto. I suoi consanguinei subito lo raggiunsero ma Freir non disse loro niente. Continuò a camminare senza voltarsi ed entrò nelle stanze inferiori che non furono mai utilizzate.
Qui meditò a lungo con la sua spada tra le mani.
I suoi fratelli non erano abituati a quel suo atteggiamento e mai si aspettavano ciò che stava per succedere.
Freir quella sera iniziò il suo ultimo canto, la sua spada era conficcata nel terreno di quello spazio buio. Il canto era forte e sicuro, unico nel suo genere e la sua ultima strofa fu per tutti i fratelli la più bella che egli cantò.

Come fu lunga la mia esistenza
Vuota e senza consistenza.
Larga e piana è sempre stata
E nel nulla s’è fermata.
Nella mia spada ho sempre sperato
In essa gioia e dolore v’ho forgiato.
Ora in questa io prego
Calmo e senza guardar tergo
Per il mio creato dove le spire
Non potranno finire.

Come ebbe finito la sua melodia, la più lunga mai creata, una enorme luce scaturì in quella stanza.
Il caldo che avvolse il palazzo fu soffocante e quando egli uscì dalla sala aveva un viso trionfante ed unico.
- Venite miei consanguinei, ammirate qualcosa di unico!-
Freir li portò dinanzi al suo creato, un globo di puro fuoco. Le fiamme avvolgevano il suo nucleo e queste riscaldavano e rilucevano l’intera sala. Tutti ne furono meravigliati. Nessuno aveva ancora creato nulla di simile.


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