giugno 16, 2009

elfi, descrizione

Gli elfi furono la prima razza a mettere piede su Doramarth. Nonostante il passare delle ere gli elfi sentono ancora vicino questo dono e spesso si considerano superiori alle altre razze.

leggiadri e delicati,intelligenti e scaltri,

leali compagni e temuti nemici.

Sono i figli della luna”

Nei meandri di fitte foreste, all’ombra dei cespugli o in alto tra i rami di enormi querce nascono città magiche, dove dolci melodie inebriano la mente e stupende creature si aggirano. Queste sono le corti elfiche.

In tutto il continente esistono diverse corti appartenenti alle diverse caste di elfi.

Gli elfi si dividono in 3 caste, i silvinalin che rimasero nelle foreste, i grivianalin che viaggiarono per il Doramarth per studiare i venti di magia e i maliedrinalin che furono esiliati per l’assassinio del primo elfo.


La storia degli elfi è la prima che si conosce tra le genti. In molti, ma non tutti, sanno che sono il popolo eletto di Maeve ma in pochi sanno cosa accadde tra gli dei quando videro questo popolo. Da un lato portò a trovare la foresta degli albori, che venne nei secoli notevolmente ridimensionata per mano degli umani, dall'altro portò alla nascita dei nani e dei goblin che come una piaga si riversarono in tutta Doramarth. Di seguito ecco la storia così come gli elfi la conoscono:


"Si narra nelle antiche leggende che quando il canto degli elfi era ancora udibile nelle pianure e gli umani ancora dovevano diventare re e tiranni, i nani dovessero ancora nascere.


Tutto era già stato, i mari, il cielo, le pianure e le montagne; anche Loki era riuscito nel suo più corrotto intento con la creazione del tempo rendendo tutti, anche gli elfi, mortali.

-Erano gli inizi della prima era, e gli elfi avevano proclamato come loro guida o elminor Erindol il primo della casta degli elfi silvani. Tutti i suoi fratelli seguirono incessantemente i suoi ordini che furono sempre giusti e saggi.

-Erindol da secoli conduceva ogni elfo verso il centro di Doramarth, lì sarebbe sorto il loro regno promesso da Maeve stesso:

“nulla di più eccelso vi spetta, questo luogo è il vostro e a voi la cura del mio dono”.

-L’elminor con il suo popolo superò diversi inverni, passò nei luoghi di Laeg e di Daena senza dover chiedere permesso a nessuno visto che quei luoghi ancora dovevano essere dichiarati terra di qualcuno; superò i fiumi e le sconfinate pianure tutto per la promessa fattagli dal suo dio.

Questo rispetto, codesto onore colpì tutti gli dei, Maeve compresa che non credette di aver creato una creatura così leale, ma Laeg fu colui che ne rimase folgorato maggiormente.

-“Quale coraggio, questi elfi, indomiti dinanzi a tutto, anche alle mie montagne che si devono piegare ai venti e ai mari. Quale rispetto, poichè non distruggono o minacciano ciò che noi tutti abbiam creato. Quale onore che di fronte al passar del tempo piegano il capo conoscendo i loro limiti”

Laeg ne cantò i loro pregi per secoli sin che non arrivarono lì dove Maeve aveva promesso loro il regno.

Ogni elfo, uomo o donna, chinò il capo dinanzi al regno loro promesso; una sterminata foresta. Immensa e fertile che dai piedi delle montagne più alte arriva sino alle dolci coste del mare. Iniziò così il regno degli elfi.

Erindol così, il primo e l’ultimo degli elminor recitò:

“Con immenso onore mio Sire, prendo possesso del vostro dono. Che ogni elfo sin qui giunto possa trovare la pace che agogniamo e che auspichiamo duri in eterno.”

- Laeg rimase commosso a tal punto che dal suo viso cadde una lacrima.

“Nessuna creatura merita così rispetto come gli elfi” pronunziò.

La sua lacrima, cristallina come i ghiacciai eterni, si fuse coll’arido terreno. Da esso però nacque qualcosa; qualcosa che non fu mai più dimenticato. Come roccia, dalla roccia, delle creature sorsero osservando la loro potenza. I muscoli erano come pietra perché in loro risiede la forza di Laeg stesso, nelle loro gambe ogni sasso delle montagne, nei loro cuori il profondo rispetto verso i monti e nel loro animo la devozione verso il loro dio, Laeg.

-Il primo parlò:

“Mio padrone, così ci hai voluti e così saremo. Come pietra e dalla pietra siamo la vostra creazione”

Laeg ne rimase sconcertato, incredulo nel sapere che così tanto risiedeva in lui. Più di tutte le montagne e di tutte le pianure.

“voi siete i miei figli. Vi rispetto. Vi ho dato la vita perché voi non possiate mai dimenticare ciò che siete.

In voi risiede la mia volontà e l’animo della pietra.”

Così la storia ebbe inizio."

Ecco il video che illustra la storia

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